Dalla servitù al servizio

Sdraiati sul letto, ad occhi chiusi, con le scarpe volate chissà dove nella stanza, e le cuffie nelle orecchie. Suona il live di quello storico concerto, quello indimenticabile, una pietra miliare nella nostra vita. E sotto le pal­pebre abbassate rivediamo tutto, nota dopo nota, suona­re ancora un milione di volte, e un milione di volte lo faremo suonare per gli amici, per chi amiamo, perché tanta meraviglia non può rimane­re rinchiusa solo nelle nostre cuffie.

È il Vangelo, ragazzi. È il Vangelo quella musica sulla quale vogliamo bal­lare, che vogliamo suonare per noi e per gli altri.

E qui però si apre il problema di essere in grado di riprodurre fedelmen­te quella musica, quella Parola. Senza stecche, senza salti, e con la stes­sa intensità, lo stesso vibrare delle corde e del cuore.

Ecco perché, guidati dal Vangelo di Luca che ci accompagnerà lungo tutto questo anno, ci impegneremo ad essere giovani ad "alta fedeltà". Giovani che "suonano", che vivono la propria vita cristiana con coerenza rispetto allo spartito della Parola.
Ma non da soli: non ne saremmo capaci. La nostra è una sfida da rac­cogliere e vivere come Chiesa. Una Chiesa tutta da amare, anche nelle sue fatiche, nei suoi limiti. Una Chiesa tutta da abitare, responsabilmen­te e da protagonisti, perché essa non può fare a meno della nostra bocca per annunciare il Vangelo, delle nostre mani per iniziare a costrui­re, già ora e già qui, il Regno, ma anche dei nostri occhi per scorgere la Grazia disseminata in questo mondo apparentemente disgraziato, e del nostro cuore per "meglio comprendere", come dice il Concilio (CS 44), la Verità rivelata nell'oggi della Storia. Una Chiesa tutta da servire con piccoli gesti, piccoli impegni che insieme possono rafforzare l'amore fraterno che ci unisce.

Quindi Amare è servire, mediante incontri di ascolto della Parola di Dio, di preghiera, di verifica, e mediante l'assunzione di servizi o piccoli compiti all'interno della nostra comunità. Intendiamo con questo valorizzare l'assunzione di responsabilità che i giovani della nostra parrocchia si sono presi nei riguardi di tutta la comunità, come guide ed animatori biblici per i vari gruppi giovani, accompagnamento dei giovanissimi e dei bambini in una crescita umana e spirituale, come l'animazione della messa da parte del coro. Vogliamo inoltre stimolare tutti a prendersi dei piccoli impegni di collaborazione per non essere più solo spettatori ma pietre vive che costruiscono la chiesa.
Si deve capire che l'amore si traduce concretamente in
servizio per il prossimo.
Se dunque io, il Signore e il maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.”(Gv. 13,14-15) L'amore, il senso, la libertà, che abbiamo scoperto e che continuiamo a scoprire e a offrire, ci ha liberati per servire il Signore e i fratelli in una realtà precisa che è la nostra comunità. Siamo chiamati a rispondere personalmente all'amore fraterno ma anche ad essere corresponsabili dell'amore che la chiesa ha per i suoi figli e per il mondo.

 


Emmanuel
Shekinà
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